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Fondi comuni flessibili



I fondi comuni flessibili sono fondi in cui il gestore non ha, per statuto del fondo, alcun vincolo da rispettare nella composizione del portafoglio. L'idea di fondo è quella di lasciare al gestore la massima libertà per permettergli di muoversi agilmente e sfruttare tutte le condizioni di mercato. Così, mentre nei fondi obbligazionari si saranno sempre obbligazioni e nel fondo azionario sempre azioni, nel fondo flessibile è il gestore, in base al momento e alla sua percezione del mercato, a scegliere come dividere gli investimenti tra azioni e obbligazioni e su che tipo di titoli investire (ad esempio, per le obbligazioni, tra obbligazioni con duration elevata o ridotta o tra obbligazioni in euro o in valuta).
L'obiettivo finale è quello di offrire, con qualunque condizione di mercato, un rendimento soddisfacente al sottoscrittore del fondo. Quindi, molto più che negli altri tipi di fondi, nei fondi flessibili è il gestore, con la sua esperienza, i suoi modelli decisionali, il suo intuito, a fare la differenza tra risultati buoni e risultati deludenti.



Anche se sulla carta il prodotto sembra vincente, in realtà i fondi flessibili hanno dei problemi pratici, che ne riducono l'efficacia. Alcuni fondi flessibili gestiscono patrimoni di diverse centinaia di milioni di euro nel complesso, e non è facile spostare rilevanti somme di denaro da un asset ad un altro senza creare movimenti di mercato non voluti. Inoltre l'eccessiva movimentazione e rotazione di portafoglio rischia di far crescere gli oneri di negoziazione a carico del fondo e quindi di ridurre i rendimenti offerti agli investitori.


 

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