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Polizze finanziarie tradizionali
Le polizze finanziarie tradizionali sono le classiche polizze vita di ramo I commercializzate in Italia da decenni. Ne esistono sia con versamenti
periodici sia con versamenti in atto unico. I premi versati dal cliente, al netto dei caricamenti, finiscono in un calderone chiamato gestione separata, dove
affluiscono tutti i versamenti fatti dai clienti che sottoscrivono una certo tipo di polizza. Il denaro così raccolto viene investito prevalentemente in titoli di stato e obbligazioni, al
fine di percepire gli interessi. Tali interessi vengono imputati alla gestione separata, al fine di determinare il tasso di rendimento della gestione separata. Di tale tasso
di rendimento la compagnia assicurativa ne trattiene una parte, e la parte rimanente viene riconosciuta al cliente come rendimento della polizza.
Facciamo un esempio di polizza a premio unico da 100.000 euro. Il cliente paga un premio di 100.000 euro. Sul premio pagato è applicato un
caricamento, cioè una
commissione di sottoscrizione, che serve a remunerare l'agente assicurativo o il promotore finanziario. Tale commissione è in percentuale dell'importo e può variare dallo zero
percento al 4-5%, a seconda della polizza e della compagnia assicurativa. Supponiamo che ci sia un
caricamento del 2%. Quindi sul premio di 100.000 euro, 2.000 euro (2% x 100.000 euro) sono
di spese a carico del cliente. I rimanenti 98.000 euro confluiscono nella gestione separata, che per ipotesi compra un insieme di titoli di stato che rendono il 4% annuo. Il 4% è
quindi il rendimento della gestione separata. Di questo rendimento una parte viene trattenuta dalla compagnia (ad esempio l'1%), quindi il rendimento riconosciuto al cliente sarà solo
del 3% (4% - 1% = 3%). Quindi il 3% di 98.000 sono 2940 euro. Dopo un anno, la polizza avrà quindi un valore di 100.000 - 2.000 euro caricamento + 2.940 euro interessi = 100.940 euro.
Se avete letto attentamente sorge una domanda: ma perchè se ho 100.000 euro invece che comprarmi da solo un BTP che rende il 4% (con un costo di negoziazione di circa 400 euro presso una
filiale, meno se l'ordine è fatto con broker online) devo spendere 2.000 euro di commissioni e poi dare l'1% alla compagnia assicurativa? In effetti, se non avete bisogno di accorgimenti
ereditari (evitare l'imposta di successione o designare un beneficiario esterno all'asse ereditario) o di altra natura (polizza non pignorabile e non sequestrabile), non ci sono
particolari motivi, se non l'energica attività di vendita dell'agente assicurativo, che guadagna con provvigioni sul venduto. E' allora meglio, senza comprare un
BTP che vi espone al
rischio di variazione tassi, orientarsi su un CCT.
Cosa guardare della polizza
1) i caricamenti. Sono spese secche per i sottoscrittori e, in alcuni casi, non vengono molto enfatizzati in sede di sottoscrizione del prodotto
2) le commissioni di gestione o la parte che la compagnia assicurativa trattiene dal rendimento della gestione separata
3) il rendimento minimo garantito da contratto dalla polizza vita
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